Nel dicembre del 2011 proponemmo la versione restaurata del primo lungometraggio di Elio Petri, L’assassino, che ottenne un grande successo di pubblico a Spazio Oberdan. Così, approfittando di un nuovo restauro, questa volta realizzato da Museo Nazionale del Cinema di Torino, Cineteca del Comune di Bologna, in collaborazione con Titanus, dell’opera seconda del grande regista romano, I giorni contati, non abbiamo esitato a inserirlo in questa programmazione. Se a proposito dell’Assassino avevamo scritto che in esso Petri aveva già mostrato tutta la sua maturità artistica, I giorni contati, rappresenta una magnifica conferma di tutte quelle doti espressive che hanno fatto di Petri uno dei nomi più importanti del nostro cinema, un autore capace di realizzare film ancora oggi di assoluta modernità, come è dei classici. Costruito in modo essenziale, scevro da estetismi, con un linguaggio teso e asciutto vicino allle esperienze più nuove del cinema contemporaneo (Antonioni, e forse ancora di più Godard), I gioni contati si avvale inoltre dell’immansa arte di Salvo Randone, che Petri volle di nuovo nei panni del protagonista. Autentica icona del cinema e del teatro italiani, attore sulfureo dall’infinita gamma espressiva (spesso affidata alla gestualità, alla sempre controllatissima mimica facciale, al tono unico della voce), Randone da qui vita a un personaggio indimenticabile, un uomo solo, intrappolato nelle proprie paure, escluso dalla realtà che lo circonda (si pensa al Gregor Samsa della Metamorfosi di Kafka), portatore febbrile di una fragilità e di uno smarrimento di valore universale.

I GIORNI CONTATI
Rassegna dal 23 Giugno al 08 Luglio




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