Sinossi
Il postino di montagna
R.: Adolfo Baruffi. Commento: Dino Buzzati. Italia, 1951, cortomt.
Corto d’autore che reca la firma prestigiosa di Dino Buzzati, Il postino di montagna racconta una normale giornata d’inizio autunno a Colle S.Lucia, sulle Dolomiti bellunesi, descrivendo in particolare la vita e il lavoro del portalettere Angelo Fesno, il cui primo datore di lavoro, quasi quarant’anni addietro, era stato il Kaiser Francesco Giuseppe.
Copia restaurata da Fondazione Cineteca Italiana.
A seguire
Cold
R.: Anson Fogel. USA, 2011, col., 20’, v.o. sott. it.
Sottotitoli a cura di Associazione Gente di Montagna
All’inizio di febbraio del 2011 Simone Moro con il kazako Denis Urubko e lo statunitense Cory Richards raggiunge la vetta del Gasherbrum II a 8.035 metri di quota. Si tratta della prima salita invernale e la prima invernale in assoluto in uno dei cinque ottomila del Karakorum pakistano. La spedizione, partita il 27 dicembre dall’Italia, ha dovuto affrontare temperature fino a -50 gradi e forti venti fino a 200km/h per poter attrezzare la via fino alla vetta. Per Simone Moro è stata la terza prima scalata invernale di un ottomila, dopo lo Shisha Pangma nel 2005 e del Makalu nel 2009. Il film coglie con efficacia, attraverso le vive parole dei protagonisti, la fatica, i dubbi, le paure e rivela quanto terribile sia stata la discesa che ha esasperato il rischio dell’assideramento e di perdersi.
A seguire
La Voie Bonatti
R.: Bruno Peyronnet. Francia, 2011, col., 54’, v.o. sott. it.
Nel mese di ottobre del 2010 due alpinisti francesi di alto livello, Christophe Dumarest e Yann Borgnet, realizzano un progetto, che può essere considerato il sogno di ogni alpinista: concatenare in stile alpino alcune grandi vie aperte da Bonatti nel massiccio del Monte Bianco. Partono dalla parete nord delle Grandes Jorasses, scalano quindi il Grand Capucin a cui segue il Pilastro Rosso del Brouillard, per terminare sulla cima del Monte Bianco. Scendono a Chamonix con il parapendio per chiudere in bellezza con un tocco personale il loro periplo. Il documentario segue assiduamente i due alpinisti per tutti i sei giorni della loro impresa condotta con allegria, serenità e senza presunzioni. Nessun elicottero è stato utilizzato per effettuare le riprese, seguendo una precisa scelta etica degli alpinisti e del regista.






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