Sinossi
Siamo nel 1956, lo stato israeliano e il suo esercito hanno appena otto anni… C’è il plotone n.3 nella base di addestramento n.4, in cui tutte le reclute sono affette da disfunzioni fisiche o mentali. Nordafricani, iracheni, sopravvissuti alla Shoah, kibbutzisti, religiosi, ragazzi provenienti da famiglie ricche di Gerusalemme, tutti con problemi fisici o mentali, che di certo non combatteranno, ma saranno impiegati, cuochi e meccanici. Sarà davvero senza gloria il loro servizio militare. Gli ufficiali provano, con le buone e con le cattive, a far diventare questi “animali” uomini, insegnandogli i valori civili e sociali. Ma i giovani soldati preferiscono badare a se stessi e sopravvivere anche sulle spalle dei loro compagni.
Tratto dall’omonimo romanzo del grande scrittore israeliano Yehoshua Kenaz, il film si mantiene fedele al libro e segue il genio dell’autore nel descrivere i personaggi, così problematici e credibili. Ma il regista Koshashvili si spinge oltre: “toglie” gli slogan militari come “tutti per uno, uno per tutti” (sostituendoli con la legge della giungla), evitando digressioni nostalgiche, riconducendo le problematiche sociali attuali all’Israele del dopoguerra. Infiltration si è aggiudicato il premio per la migliore fotografia alla accademia israeliana nel 2010 e il premio per la migliore interpretazione maschile al festival di Gerusalemme.






Commenti